Cosa facciamo con gli F-35?

Post del 03/01/2012


caccia bombardiere F-35Lo scorso 28 settembre, Galileo ha fatto il punto sul piano da 16 miliardi di euro per l’acquisto da parte del nostro paese di 131 caccia bombardieri F-35 in base al programma internazionale Joint Strike Fighter (Jsf). Di fronte ai tagli imposti dall’ex governo Berlusconi, sembrava più che lecito chiedersi se non fosse opportuno tagliare le spese per l’acquisto di materiale bellico per salvare le casse dello Stato. Oggi il governo Monti affronta la stessa necessità di far quadrare i conti italiani, ma non ha mai preso in considerazione l’idea di rivedere il piano di acquisto degli F-35.

Come si legge su Repubblica, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola avrebbe intenzione di ritoccare i bilanci del suo dicastero operando forti tagli all’organico piuttosto che all’acquisto di nuove armi. La scelta del ministro non sorprende, visto che nel 2002 – come racconta Altraeconomia – fu lo stesso Di Paola, allora Segretario generale della Difesa, a firmare l’accordo per la partecipazione italiana da un miliardo di euro al progetto Jsf.

Leggendo i dettagli dell’accordo siglato nove anni fa, si apprende che ogni paese partecipante al Jsf può abbandonare il progetto pagando una penale. Nel caso dell’Italia, il nostro paese potrebbe tirarsi indietro entro il 2014 rimettendoci solo un miliardo di euro. Inoltre, saremmo esentati dall’acquisto dei 131 caccia visto che questi non sono entrati ancora in produzione. Ma non tutti sono sicuri che la campagna contro gli F-35 avrebbe conseguenze tangibili sui conti pubblici: come spiega l’economista Sandro Brusco (via Il Post), i 16 miliardi di spesa  sono spalmati fino al 2026: in pratica, uscire dal programma Jsf non garantirebbe all’Italia dei vantaggi immediati. Almeno, non sulla manovra attuale. E però, come già aveva ricordato la Fondazione Veronesi, quei denari risparmiati potrebbero trovare certamente altri onorevolissimi impieghi.

pubblicato su Galileo

2 thoughts on “Cosa facciamo con gli F-35?

  1. F-35 for ever
    February 3, 2012 at 17:00

    Spero che si stia scherzando.
    Perchè non è qualcosa che faccia ridere. Rinunciare all’F-35? Ma siamo matti? Accordo siglato nel 2002 spesi 2 mld di euro e “solo” 1 per uscire dal programma? Cioè 3 miliardi di euro buttati nel cesso. Questo è un impegno di primaria importanza per lo Stato il quale se non ricordo male è composto da 5 ministeri fondamentali di cui uno è quello della Difesa. Oltre a buttare via quei soldi significherebbe:
    1)ritrovarsi con 150 velivoli da rottamare perchè over 35 anni di servizio
    2)ritrovarsi FUORI dagli standard NATO
    3)non avere alcun ritorno economico dato che la produzione per l’europa degli f-35 è affidata in parte a Finmeccanica
    4)darla vinta a movimenti di finto pacifismo perchè no global (basti vedere che dicono no a TAV, MOSE ecc ecc)
    5)ritrovarsi con tecnologie OBSOLETE come i sovietici negli anni ’80.

    Dato che cina, india, russia e compagnia si stanno dotando a loro volta di apparecchi simili senza fare queste scenate italiane ed il loro spirito colonialista non è mai stato inferiore al numero della loro popolazione, io trovo che l’F-35 sia la CHIAVE della diplomazia dei prossimi 30 anni.

    Chi dice che questo velivolo è obsoleto è chiaro che si interessa dell’argomento superficialmente e con chiare intenzioni di far alzare un polverone di polemiche dato che si tratta dell’aereo più rivoluzionario sulla faccia del pianeta. Provate a leggere su qualche rivista specializzata (sempreche il vostro pacifintismo ve lo permetta) le capacità di questo velivolo e raffrontarle ad uno qualsiasi dei velivoli che dal 1903 solcano i cieli terrestri. Nemmeno uno di loro sara’ alla sua altezza. E perchè allora non sopprimere le forze armate direttamente? facciamoli contenti questi anarchici. Anzi rinunciamo direttamente allo Stato tanto è uguale vero saputelli?

    16 miliardi….se tutti gli itliani pagassero le tasse questa somma sarebbe fattibile anche in tempi di crisi. 16 miliardi da pagare nel 2012? NO da qui al 2026 e in 14 anni non c’è tempo per lo sbarco degli ufo? l’esplosione del sole? del boom economico? di 45 crisi? di 12 messia? Che si mostrino gli attributi per una volta!

    1. February 6, 2012 at 08:36

      Nessuno scherzo. Sul programma Jsf piovono critiche da tutti i fronti, compreso quello americano. Il Gao – Government Accountability Office – ha espresso seri dubbi sulla sostenibilità del progetto (http://www.gao.gov/products/GAO-11-677T), i cui costi sono cresciuti del 26% in 5 anni. Chi critica l’F-35 non è necessariamente un figlio dei fiori.

      Il vero problema è: siamo davvero sicuri che un nuovo modello di cacciabombardiere rappresenti la chiave della diplomazia dei prossimi 30 anni? Nel caso dell’Italia, mi sembra poco verosimile. Da qui al 2026 c’è tempo per compiere molte scelte: una di queste può essere quella di intraprendere un modello di sviluppo dove l’industria delle armi è sempre più marginale. Ma per farlo ci vuole molto coraggio.

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