Per un mondo migliore, basta hackerare gli esseri umani

credits: epSos.de/FlickrPrima di leggere, fate un bel respiro. Vi servirà a scacciare dalla vostra testa le immagini di scienziati pazzi come Frankenstein e il dottor Stranamore. Già, perché a prima vista la proposta di Matthew Liao, docente di bioetica alla New York University, ha qualcosa di quasi perverso. Nel suo ultimo articolo pubblicato su Ethics, Policy and the Environment si parla di una soluzione al riscaldamento globale davvero insolita: modificare gli esseri umani attraverso la medicina e l’ ingegneria genetica.

Secondo Liao, la scienza potrebbe fare molto per cambiare le abitudini e l’impatto ambientale della specie umana. Selezionare bambini più bassi alla nascita o controllarne la statura – e quindi il peso corporeo – con cure ormonali potrebbe ridurre il loro consumo metabolico del 18%. Il che significa meno carne ingerita, meno allevamenti intensivi e meno inquinamento su scala globale.

Ma perché allora non indurre in tutti, neonati e adulti, una intolleranza alimentare nei confronti delle carni rosse? Proprio come nel caso dei vaccini contro le malattie, potremmo pensare a una campagna di immunizzazione contro le proteine bovine. In questo modo, sarebbe l’organismo stesso a dettare le nostre abitudini a tavola.

Tra le altre soluzioni pospettate per il futuro, Liao vede anche l’ induzione farmacologica dell’altrusimo. Sottoporre gli esseri umani con cadenza periodica a dosi di ossitocina potrebbe infatti aumentare la predisposizione alla collaborazione con i propri simili. Ma all’orizzonte si prospetterebbero anche interventi diretti a modificare i neurotrasmettitori che presiedono ai comportamenti empatici.

Insomma, tutti interventi che oggi sfociano quasi nel fantascientifico. Come la possibilità di modificare il dna umano per rendere gli abitanti del pianeta più resistenti al caldo, alle malattie tropicali, alla fame e alla sete. Un vero e proprio invito a trasferirci tutti all’equatore e rimuovere per sempre gli impianti di riscaldamento dalle nostre vite.

Tuttavia, come assicura Liao fin dalle prime righe, nessuno sta pensando di imporre soluzioni del genere alle future generazioni. L’idea di condizionare con la forza la vita e il patrimonio genetico dei nostri figli troverebbe davvero pochi sostenitori. Ma come ha precisato l’autore sulle pagine di Wired.co.uk, presto l’umanità dovrà comunque trovare una soluzione concreta al riscaldamento globale.

Se gli approcci tecnici o economici si riveleranno inadeguati, gli esseri umani potrebbero anche considerare diversamente la possibilità di modificare qualche proprio gene. In attesa di una risposta, lasciar correre l’immaginazione non è affatto sbagliato. Chissà, forse un giorno scopriremo un modo migliore per diventare bassi, vegetariani e altruisti senza mettere mano al dna.

pubblicato su Wired.it

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